Articolo di Orlando Brusco 

In questo post, Orlando condivide con te alcune riflessioni importanti. 

Spazi Vitali

migliorare la tua vita

Avete mai fatto caso che in un periodo emotivamente instabile anche i vostri spazi vitali cambiano?

Quello che sto per dirvi deriva da una mia osservazione ed esperienza diretta, ero in un periodo emotivamente molto disordinato, momenti di euforia si susseguivano a momenti di tristezza, nonostante lavorassi sulle mie emozioni, non riuscivo a trovare un equilibrio, la cosa interessante è che anche i miei spazi risentivano di questo disordine interno.

Infatti la mia stanza, come tutti gli ambienti di casa da me frequentati erano in disordine. Questa è la prova che il modo in cui ci sentiamo interiormente influenza l’ambiente che frequentiamo, non dovrebbe meravigliarci molto questo aspetto,

  • “come in cielo così in terra” diceva Gesù,
  • ” come dentro così fuori” insegnava Ermete Trismegisto,

ma un conto è saperlo a livello mentale, un’altro è realizzarlo interiormente sempre di più…fino a vivere questo concetto sulla propria pelle.

Mi guardavo intorno e notavo che le cose non andavano affatto bene, in casa non si respirava più la stessa aria, anche mia mamma era cambiata, un giovedì che ero particolarmente giù… per un istante ho visto la cucina dall’esterno, ho visto il caos che vi regnava, ho visto il mio interno lì su quel tavolo, in quel lavandino!

In altre occasioni mia madre non avrebbe mai permesso una cosa del genere ma probabilmente era ciò che mi serviva per arrivare a questa consapevolezza, fatto sta che mi sono detto “basta questa situazione non può andare oltre” ,sai cosa ho fatto? Niente di che, mi son messo a pulire e a sistemare la casa, quello che ho trovato è stato incredibile, una marea di oggetti vecchi che facevano parte del mio passato ma che stavano li ad occupare spazio nel mio presente, ho buttato tutto ciò che non mi serviva e ho rimesso ogni cosa al suo posto, è come se avessi compiuto un atto psicomagico attraverso gli oggetti di casa mia.

Risultato:

Il giorno dopo mia madre è totalmente cambiata, è ritornata quella di prima, in casa si respira un’aria più serena e tranquilla, e anche io mi sento estremamente più ordinato.

Se anche voi state passando un periodo emotivamente disordinato vi consiglio di sforzarvi di mettere in ordine i vostri spazi, esterno ed interno sono la stessa cosa quindi se si mantiene in ordine l’esterno, fatto in maniera consapevole, anche l’interno ne risentirà, altro consiglio, buttate tutto ciò che è vecchio per voi ora, non sarà facile ma sarà estremamente utile.

Inoltre ti consiglio vivamente di guardare questo breve video: 

https://www.youtube.com/watch?v=yIj1whlPAAs


Segui la pagina facebook per avere sempre sui social altre riflessione per la tua crescita personale 


Fare e Non Fare

migliorare la propria vita

Ieri sera discutevamo con un amico su come la vita sia Intelligente, premettendo che la scelta giusta o l’azione giusta da compiere probabilmente non esiste, ma è anche vero che la vita se noi le prestiamo giusta attenzione e non viviamo in balia degli eventi ci può fornire una linea guida su come agire.

Sostengo che la cosa giusta da fare sia quella più in accordo con il flusso della vita in questo istante, detto ciò il discorso si è incentrato sul fare e il non fare, se provassimo a definire il fare lo potremmo riassumere nel “compiere un’azione” e il non fare nel “non compiere l’azione” ma secondo voi è più difficile fare o non fare?

Dal mio punto di vista il non fare è decisamente più difficile da accettare e da rispettare, vi faccio un esempio supponiate di avere un desiderio irrefrenabile di scrivere alla vostra ex, giusto così per fare due chiacchiere, ma la vita vi ha messo in condizioni tali per cui vi sta indicando che non è la cosa “giusta da fare” in questo momento, voi avete preso coscienza di ciò e in cuor vostro sapete che è cosi che dovete agire, bene allora perché è così difficile farlo?

Perché ogni giorno bisogna combattere con il desiderio di scriverle? Mi sono dato una personale risposta sull’argomento, il non fare può essere percepito come una perdita di tempo, specialmente in una società come la nostra dove devi per forza essere performante altrimenti rimani indietro, questo è quello che ci insegnano fin da bambini con i voti a scuola: se fai il bravo prendi 10 (ma magari sei una capra ubbdiente che impara a memoria le cose senza un minimo di fuoco dentro) se non studi prendi 4, e vieni visto agli occhi del branco (classe) come un bambino sbagliato. Ma probabilmente nessuno si è preso il tempo per scoprire cosa c’è dentro di te di speciale, che ti rende unico al mondo. 

Altro motivo è che noi percepiamo il non fare come poco efficace, in quando non riusciamo a vedere risultati immediati “Se non le scrivo come fa a sapere che le voglio bene?” potresti chiederti… invece a mio modesto parare, il non fare ha una potenza che va ben oltre il fare in quanto è un atto di Coraggio (cor-agere agire col cuore) e di Fedeltà nei confronti di qualcosa di superiore al tuo piccolo ego, se il non fare è ispirato dalla vita il perseguirlo è un’azione temeraria che solo pochi posso compiere, nel non fare ispirato è come se stessimo dicendo “Io non riesco a vedere oltre, ma so che tu (vita) sai cosa è meglio per me e io mi impegno a rispettare la tua decisione”, non facendo diveniamo discernitori, diveniamo più responsabili e più magnetici accresciamo la nostra energia interna.

Abituarsi ad ascoltare ciò che la vita ci sta indicando è la porta per vivere una vita più serena, so benissimo che è difficilissimo per noi accettare ciò, accettare che ci sia un’intelligenza superiore che ci guida ma molto utile sarebbe sforzarsi di farlo, assumere un atteggiamento più accogliente nei confronti degli eventi ci porta ad una modificazione di atteggiamento interiore verso noi stessi.

Per concludere, la Vita ti mostra sempre ciò che devi fare o non fare, bisogna solo prestare un pò di attenzione in più. Come è raccontato bene nella storia:”Ciò che Dio ti dà è sempre per il tuo Bene


Ricevi subito nella tua email, le 4 strategie per aumentare la tua felicità

[wysija_form id=”2″]


Dove sono gli Individui?

riflessioni sulla vita

Ieri mentre facevo uno dei miei giochi preferiti, ovvero osservare  attentamente le persone ho notato un particolare che mi ha fatto molto pensare.

Non ho mai visto un individuo, gli esseri umani si muovono in branco, da un minimo di due ad una massimo di un qualsiasi numero, ma in genere non va oltre la decina, difficilmente per uscire si organizzano gruppi maggiori di dieci persone, a questo punto uno potrebbe obbiettare “va be ma è normale voler uscire in compagnia” certo sarebbe normale se si potesse scegliere di farlo, ora vi pongo un’altra domanda “sareste in grado di uscire da soli? Di andare a ballare da soli? Di andare al ristorante da soli?” se siete abbastanza onesti con voi stessi e la risposta è si allora uscire in compagnia è normale, ma se la risposta è no bè c’è qualcosa che non va. 

Il non bastare a se stessi è un’indicatore che c’è qualcosa che non “funziona” nel modo corretto. 

Vi è mai capitato di andare ad una festa e il vostro amico che è rimasto a casa vi chiede il giorno dopo “Ma gente c’è n’era?” oppure di dover voi andare ad una festa e dire “Ma quanta gente c’è?” e decidere dopo se andare o meno, cosa si nasconde dietro la voglia spasmodica di ritrovare “gente”? di non riuscire ad andare soli per le strade del mondo? Di dover per forza avere la compagnia di qualcuno? 

Dietro la falsa e giustificata voglia di stare in compagnia si nasconde una paura molto profonda e radicata, la paura di restare soli con se stessi! O più in generale di restare soli. Si cercano tante altre persone, si va in posti affollati, si frequentano le discoteche o le vie con più gente perché interiormente abbiamo bisogno di “cose più pesanti”. Non riusciamo a stare in camera da soli a riflettere, o ad apprezzare la Bellezza di un dipinto. Non riusciamo ad apprezzare le piccole cose (un fiore che spunta, un canto degli uccellini, ecc..) e cerchiamo in tutto ciò che facciamo, esperienze forti che non ci facciano sentire la paura che ci portiamo dentro. 

Quando si è soli ci si trova di fronte ad una sensazione di vuoto, una sensazione di impotenza… tutto sembra più grande di te, lo so perché le ho provate sulla mia pelle, quello che posso dirvi e non fuggite da queste sensazioni, restateci su, imparate a stare da soli, ma allo stesso tempo non rifiutate gli altri. State in loro compagnia ma senza doverne avere il bisogno. 

Abbiamo bisogno di Individui sani che scelgono di stare in compagnia e condividere qualcosa, non di malati di solitudine.

Se posso darvi qualche consiglio pratico potete fare le seguenti cose:

  • Andare da soli ad una festa
  • Uscire da soli la sera

Ogni tanto fatelo, per gioco, e restate sulla sensazione che vi nasce interiormente.

(Articolo di Orlando Brusco)

Leggi anche: