Salvatore Brizzi è uno scrittore e un conferenziere bravissimo e strepitoso. I suoi libri, i suoi video-corsi, i suoi audio e i suoi eventi sono sempre meravigliosi e ricchi di informazioni di valore. È sicuramente la persona più “evoluta” che abbia mai incontrato e in questo articolo voglio condividere con te, alcuni insegnamenti di Salvatore Brizzi. 

Tuttavia Salvatore Brizzi non è sempre stato così straordinario, diversi anni fa…non trovava uno scopo alla sua vita e si sentiva solo un “numero”, schiacciato dal sistema produci-consuma-crepa in cui viviamo. Un giorno, incontrò una donna misteriosa che iniziò a condividere con lui, alcuni insegnamenti rivoluzionari. Applicandoli con costanza, Salvatore Brizzi ha cambiato la sua vita. (Gli insegnamenti che gli diede Victoria Ignis, sono racchiusi ne Il libro di Draco Daatson” e “Il libro di Draco Daatson- il regno del fuoco“).  Avevo già parlato di questo libro, nell’articolo:”Libri da Leggere nella Vita” e lo considero uno dei migliori libri che abbia mai letto. 

Ora che Salvatore ha cambiato la sua vita, condivide con gli altri tutto ciò che ha imparato. Ha creato un’associazione culturale che si chiama “Crisopea” con sede a Torino.  Inoltre ha creato una casa editrice :”AntipodiEdizioni” con la quale pubblica solo libri sul Risveglio della Coscienza.

Naturalmente ti consiglio di partecipare a tutti i suoi eventi dal vivo e di leggere tutti i suoi libri. 

Tuttavia in questo articolo voglio trasmetterti alcuni concetti che possono cambiare totalmente la tua vita. 

Ecco alcune frasi di Salvatore Brizzi:

Non è semplice, condividere solo 7 “lezioni” di Salvatore Brizzi per farti capire il suo pensiero tuttavia queste “lezioni” possono farti vedere le cose in modo diverso. Salvatore Brizzi, propone la Via del Monaco-Guerriero e cioè di colui che ha capito che il mondo non possiede nessuna volontà, ma reagisce a ciò che sei interiormente. Se tu cambi, il tuo mondo è costretto a cambiare. 

Le persone che incontri e gli eventi che vivi riflettono come sei interiormente. Nel momento in cui cambi, cambia tutto intorno a te.

Salvatore Brizzi

Salvatore Brizzi

Salvatore Brizzi

 1- Il tuo Mondo Interno Crea il tuo Mondo all’Esterno 

Scrisse Salvatore Brizzi nel suo blog

Il mondo è la mia psicologia. 

Il pensare e il sentire comune sono sempre stati unidirezionali: l’ambiente esterno influenza la mia psicologia, ma non viceversa.

Per esempio, se a un party universitario un ragazzo fa la corte alla tua fidanzata, tu provi gelosia. Possiamo affermare che un avvenimento esterno ha provocato in te un’emozione negativa. Questo rappresenta il modo di pensare comune e più ovvio, ma decisamente poco originale per i miei gusti. Indubbiamente, però, questo è ciò che nei fatti è accaduto. Il problema è che non ti poni la domanda successiva: “Perché quel ragazzo ha fatto la corte proprio alla mia fidanzata?” Magari si scoprirebbe che la tua gelosia – quella che ti porti dentro, nell’inconscio, in stato latente – ha causato quell’episodio… che poi in un secondo tempo ha scatenato l’attacco di gelosia.

La tua psicologia costruisce un evento e poi l’evento provoca in te un’emozione. Ma allora la causa prima delle tue arrabbiature sei tu stesso. (…) la nostra psicologia è il nostro destino. Già… perché il modo stesso in cui siamo fatti, non può che provocare determinati eventi nella nostra vita dei prossimi anni. Se tu sei geloso, è già scritto dentro di te quello che ti capiterà. Non possono non capitarti episodi che faranno emergere questa tua gelosia. Sei già segnato… condannato. Darai la colpa della tua gelosia all’altro ragazzo o alla tua fidanzata, quando in verità quell’episodio era già “scritto” all’interno di te da parecchio tempo. (…) Il futuro d’un uomo non è altro che la proiezione dilatata nel tempo della sua psicologia attuale. (…) 

il mondo che vediamo adesso non è reale… è solo uno specchio del nostro passato, mentre la nostra psicologia attuale è reale e rappresenta il nostro futuro.Gli amici, il partner, il lavoro, la quantità di denaro che abbiamo adesso rappresentano il nostro passato perché sono la conseguenza della nostra psicologia trascorsa. Per cui è impossibile cambiare qualcosa agendo direttamente su questi fenomeni esterni, in quanto sono solo proiezioni, sono fantasmi. Sarebbe come cercare di agire sulle immagini di un film: ormai è troppo tardi per cambiare le scene, bisognava agire prima, quando il film è stato girato. Quella che vediamo intorno a noi è la proiezione finale d’un film che è già stato girato. Non è più modificabile.

Dentro la nostra attuale psiche invece si nasconde il nostro futuro. È lì che dobbiamo intervenire per modificare la proiezione che deve ancora manifestarsi.

Per modificare la tua psicologia… non devi fare niente… o quasi. È sufficiente che tu te ne vada in giro con questa nuova consapevolezza, 24 ore su 24. La consapevolezza di essere dentro una matrix, una psicoprigione. Però devi ricordartene (ricordarti di te), e questa è la parte difficile. Quando avrai finito di leggere questa pagina la tua vita sarà cambiata, proprio perché camminerai per strada e agirai sul lavoro ricordandoti sempre che le persone e gli eventi che hai di fronte in realtà scaturiscono dal tuo inconscio. Le cose cambieranno da sole (devono cambiare), prima dentro e poi fuori.

E questa è una magia.

Non fraintendermi, non è necessario che da oggi tu analizzi il significato psicologico di tutto ciò che ti accade. Si tratta solo di acquisire questa nuova consapevolezza e mantenerla come un “centro di gravità permanente”, mentre te ne vai in giro dentro la proiezione tridimensionale del tuo passato.


 

Importante: Se desideri apprendere una strategia potentissima per riprogrammare il tuo subconscio puoi farlo tramite una semplice tecnica mentale che sembra sia stata utilizzata da uno psicologo Russo nel 1971 per sbloccare in modo quasi istantaneo il genio di atleti, pittori e performer. Trovi il video qui: “

Nel video gratuito scoprirai la strana storia di uno degli esperimenti sul potere del cervello più controversi di sempre (che tuttavia sembra abbiano prodotto risultati sorprendenti).


2- L’illusioni di Essere Svegli

Noi esseri umani non siamo realmente svegli, ma viviamo in uno stato di addormentamento della coscienza che non ci permette di cogliere la realtà. (…) Tuttavia riusciamo a vivere una vita più o meno normale anche nell’addormentamento: pur restando nel sonno è infatti possibile prendere due lauree, sposarsi, fare sesso, tenere conferenze, scrivere libri…anche di carattere esoterico e spirituale. Tutti i guai del mondo derivano dall’addormentamento delle coscienze. (…) Fra coloro che hanno capito che la realtà è un’illusione proiettata dalla mente, si distinguono due categorie di persone: alcuni che fanno di tutto perché gli esseri umani restino intrappolati in questa illusione, sfruttando le loro paure e i loro attaccamenti, il che consente a un’elite planetaria di mantenere il potere, altri invece fanno di tutto per aiutare l’umanità a svegliarsi, rivolgendosi direttamente al loro Cuore. Questa è la differenza tra maghi neri e maghi bianchi. 

Sul fatto che siamo “addormentati” esistono più prove: 

  • Siamo totalmente meccanici, cioè se mi insulti mi offendo (senza sceglierlo) e se mi fai un complimento mi sento bene. Ciò che mi accade determina il mio stato d’animo…quindi non sono libero. Per approfondire leggi:” Tutto quello che non ti dicono sull’Ego“;
  • Tutti i grandi Maestri del passato: Buddha, Socrate, Osho, Gurdjieff ecc… hanno sempre ripetuto che l’essere umano è “addormentato”; 
  • Basta svolgere qualche “esercizio di presenza” per rendersene conto, nell’ebook “la Felicità è una Scelta” trovi un’anno di esercizi; 

3- Seguire la Visione 

Una volta Victoria gli disse: 

Io vivo della mia Visione. Il denaro che ottengo, i posti che frequento e le persone che incontro sono solo una conseguenza dell’aver sacrificato (=reso sacra) la mia vita alla Visione. Accettare la pensione dello Stato è disonorevole, così come accettare qualsiasi forma di sussistenza. (…) Vinci la pigrizia del dipendente e crea qualcosa di nuovo. Diventa canale di una nuova Visione del mondo e trasformale nella tua missione; allora altri ti seguiranno e il denaro verrà a cercarti.

E Salvatore Brizzi sull’argomento scrisse: 

 Non insegnate ai vostri figli come si compila un curriculum.
Il condottiero non cerca lavoro, lo crea.
I giovani d’oggi vengono istruiti a essere schiavi, dipendenti, mendicanti… non leader. La scuola secondaria e quella universitaria non sono scuole di leader, bensì di servi.(…) Nessuno si scandalizza più del fatto che i giovani non abbiano SOGNI 


Uno dei migliori videocorsi di Salvatore Brizzi è senza dubbio: “Gli Insegnamenti di Draco Daatson” 

 


4- Il Pianeta-Scuola 

Salvatore brizzi ha creato un pdf, con 10 lezioni sul Risveglio della Coscienza. Il pdf, inizia così:

In verità questo pianeta di per sé non sarebbe una prigione, bensì una vera e propria scuola dove le anime s’incarnano all’interno di apparati psicofisici – delle macchine biologiche – che vengono cambiate vita dopo vita, con lo scopo di apprendere ed evolvere. Il punto è che le macchine biologiche che ci costruiamo al momento della nascita e che ci ospitano per tutta la vita, sono soggette a dei meccanismi automatici di sopravvivenza che sfuggono al nostro controllo cosciente. Questo fa sì che quando ci incarniamo ne diventiamo automaticamente schiavi.

Ognuno di noi, quindi, viene in esistenza in un mondo che – pur essendo il percorso scolastico più valido presente in questo momento nell’Universo – possiede tutte le caratteristiche di uno psico-penitenziario, ossia un “carcere per la mente”. Esattamente come in una qualsiasi altra scuola, se acquisisci l’atteggiamento giusto hai la possibilità di imparare molte cose, ma se hai l’atteggiamento sbagliato ogni lezione diventa una tortura inflitta senza ragione e i professori diventano degli aguzzini. Devi scegliere tu se vivere in una prigione o vivere in una scuola.

Nel momento in cui si iscrive a scuola, l’anima s’incarna in un apparato psicofisico e si identifica totalmente con questo mezzo biologico, e in modo particolare con la sua mente. Da quel momento l’anima crede di essere la macchina e nulla più. Il problema è che l’apparato psicofisico è soggetto a una totale meccanicità, ossia non prende mai iniziative – anche se a un occhio poco attento potrebbe sembrare il contrario – ma si limita a rispondere meccanicamente agli stimoli che provengono dall’esterno oppure dall’interno della macchina stessa. Non agisce, bensì re-agisce. Per questo motivo non è mai davvero libera. L’illusione che siamo noi ad agire – e non gli istinti, i bisogni e le paure della macchina – fa sì che quasi nessuno vada in cerca di un’uscita da questa situazione.

Odiamo meccanicamente e amiamo meccanicamente. Fumiamo meccanicamente e non fumiamo meccanicamente. Ci iscriviamo all’università meccanicamente e ci sposiamo meccanicamente. Possiamo ottenere un cambiamento dentro di noi in direzione d’un risveglio, solo se ci sforziamo di amare qualcosa o qualcuno che prima odiavamo (da qui il Lavoro proposto da Gesù: ama i tuoi nemici e prega per i tuoi persecutori) oppure se fumiamo e ci sforziamo di smettere, se parliamo tanto e ci sforziamo di parlare poco. Rompere le abitudini meccaniche è il modo più rapido per uscire dalla meccanicità della psico-prigione. O almeno questo è il lavoro iniziale, dopodiché dovrà cominciare ad attivarsi il Cuore.

La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che le nostre reazioni meccaniche traggono origine dalla genetica e dai condizionamenti ricevuti durante i nove mesi di gestazione trascorsi nella pancia della mamma e i primissimi anni di vita (non prendiamo al momento in considerazione le vite precedenti, le quali fanno sì che possediamo una determinata genetica e nasciamo in una certa famiglia). Qui si creano il nostro carattere, le nostre paure, le nostre preferenze, ecc. Tutto ciò che poi troveremo così difficile andare a modificare, poiché nascosto in profondità nell’inconscio.

Avrete notato che non ho dato alcuna definizione né di risveglio né di meccanicità. Non è necessario, in quanto possiamo comprendere cosa sono risveglio e meccanicità solo sforzandoci di uscire dalla meccanicità, il che ci permette di percepire “nella nostra carne” cosa significa diventare più svegli.

Provate a rompere la meccanicità. Se private forzosamente la macchina d’una sua abitudine reagirà in maniera aggressiva: si va dal rinunciare al caffè la mattina, non prendere più l’ascensore, cambiare di posto tutta la biancheria che avete nei cassetti e gli accessori che si trovano in bagno, mangiare con la mano sinistra anziché con la destra (e viceversa), sforzarsi di bere almeno due litri di acqua al giorno, modificare la vostra postura quando siete seduti, modificare la vostra solita andatura quando camminate. Fino a giungere a cose più radicali: cambiare alimentazione, trovare il tempo per camminare mezzora ogni giorno, smettere di bere alcolici, smettere di fumare, iscriversi in palestra, andare a convivere con il partner, oppure non giocare più d’azzardo online, non guardare più video pornografici, non leggere più articoli di gossip e inutili curiosità di cui è affollata la rete, ma costringersi a utilizzarla solo per precise necessità stabilite a priori.

Mettere in atto anche solo uno di questi cambiamenti, causa di norma una reazione violenta da parte dell’apparato psicofisico (di norma nervosismo e irritabilità, ma si può giungere anche a somatizzazioni come sfoghi sulla pelle, febbre, influenza).

State saggiando la resistenza delle sbarre della psico-prigione

Ecco un paio di frasi prese da un libro di Salvatore Brizzi: 

Salvatore Brizzi: Insegnamenti 

salvatore Brizzi

5-  Io creo la mia realtà 

Un punto che ripete spesso Salvatore Brizzi è quello di chiamarsi totalmente responsabili per ciò che accade nella nostra vita. 

“Io sono responsabile al 100% per tutto ciò che accade nella mia vita”. Questo è il mantra del mago. Ogni volta che dimentica questo, anche solo per un istante, perde il suo Potere. Il suo magnetismo è infatti intimamente legato alla piena consapevolezza di essere l’unico artefice- consapevole o inconsapevole- di tutti gli eventi che lo riguardano, nessuno escluso, piacevoli o spiacevoli. 

Se hai questa consapevolezza sei un mago, se non ce l’hai sei una vittima, un piegato, un lamentante.

(…) Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’anima – la coscienza – letteralmente materializza dentro di sé solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre. Solo il fatto di essere ancora troppo lontani dalla nostra essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi. 

(…)

Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio… e così via. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che il mondo si sia abbattuto su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà il coraggio di pensare: “Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.

Per approfondire guarda questo video: 

6- Il Ricordo di Sè 

Il principale segreto degli alchimisti (il secondo è il Cuore) consiste nel »ricordo di sé«, la PRESENZA, l’ATTENZIONE DIVISA di cui parlano anche Gurdjieff, Ouspensky, John G. Bennett ed E.J. Gold. Lo sforzo di restare presenti produce il »fuoco alchemico« – il FuocoFisso – necessario per l’Opera di risveglio dell’individuo alla sua anima.

Stiamo parlando di una “via breve”, per cui necessariamente difficile e adatta a pochi. Le pratiche che adottano concentrazione e meditazione sono più semplici, ma, da sole, non portano allo stesso risultato. Non conosco nessuno che si sia risvegliato praticando solo la meditazione. Tutto ciò che di norma si ottiene per quella via consiste in un (temporaneo) stato di quiete interiore talvolta associato a esperienze più o meno mistiche… ma i problemi della tua vita quotidiana non li risolvi.

Il »ricordo di sé« non usa mezzi termini: ti costringe a portare direttamente e forzosamente la tua autocoscienza nella quotidianità.
Non lo si può spiegare a parole: lo si intuisce direttamente facendo gli esercizi. Si tratta di essere presenti qui-e-ora almeno in corrispondenza di determinate occasioni che vengono stabilite a priori. Un uomo risvegliato è un uomo che si ricorda di sé sempre, è un uomo che è sempre presente qui-e-ora. Il »ricordo di sé« è infatti un livello di coscienza superiore che si può raggiungere solo sforzandosi di ricordarsi di sé!

Io compio un atto (cammino, mi lavo i denti, fumo una sigaretta…) e mentre lo compio sono cosciente di essere io a compierlo. Una parte dell’Attenzione è rivolta all’atto, un’altra parte è rivolta a me, al mio esserci. Questa si chiama »attenzione divisa«.

Il »ricordo di sé« è il “terribile segreto” dell’Ars Regia che tutti gli alchimisti hanno sempre cercato e quasi nessuno ha mai trovato, poiché prima dell’avvento di Gurdjieff veniva insegnato solo in scuole esoteriche alchemiche molto ben protette e praticamente inaccessibili. Lo stesso Gurdjieff è transitato per numerose prove prima di potervi accedere. È il »regime«, l’»agente universale«, il FuocoFisso a cui la materia deve essere sottoposta per ottenere una trasformazione.

Premettiamo che l’effettivo stato di »ricordo di sé« è uno stato EMOTIVO SUPERIORE, non un fenomeno intellettuale. Qui stiamo parlando dello “sforzo” di ricordarsi di sé, ossia l’unico stato attualmente possibile per il neofita: uno stato ancora principalmente mentale, in cui ci si sforza di essere presenti per ricordarsi di sé. Attraverso gli sforzi ripetuti sarà però possibile attivare il Centro Emotivo Superiore ( il Cuore ) e quindi entrare nel reale »ricordo di sé«… e questo è il nostro scopo.

L’unico modo che abbiamo per capire cosa è il »ricordo di sé« è fare degli esercizi; esso non può essere compreso attraverso una spiegazione intellettuale come un qualunque altro concetto. Attraverso il persistente sforzo teso al »ricordo di sé« si produce una trasmutazione alchemica che consente di costruire i “corpi sottili” e di trasferire in essi la nostra coscienza. Tali corpi sopravvivono alla morte del nostro corpo fisico. Stiamo quindi parlando di sopravvivenza alla morte ( corpo lunare o astrale ) e successivamente di »immortalità« ( corpo di gloria o corpo causale ). 

Nel mio libro Risveglio è presente un’approfondita spiegazione del »ricordo di sé« con tutti i relativi esercizi.

L’esercizio dei 15 minuti è molto antico, apparteneva alle vecchie volpi che si annidavano nelle scuole esoteriche. Si parte dal presupposto che troppo spesso l’individuo dissipa le sue energie svolgendo più esercizi e seguendo differenti vie. Per acquisire Potere, per sviluppare FuocoFisso, non possiamo seguire al contempo più linee di lavoro. Quei 15 minuti devono diventare per noi IL Risveglio. Nel corso della giornata presto svilupperemo un forte desiderio di ricordarci di noi e ci sentiremo avviliti perché dovremo imporci di non fare nulla per svegliarci al di fuori dei nostri 15 minuti quotidiani.

Avvilimento e insoddisfazione provocati dal dover confinare entro i 15 minuti tutti gli sforzi tesi al Risveglio… dovrebbero far sorgere un senso di trepidazione e impazienza da coltivare accuratamente affinché i 15 minuti divengano ancora più potenti. L’essere obbligati a non poter fare di più, rende straordinariamente denso quel quarto d’ora. Sfruttando questi sentimenti, sorti nel corso della giornata, ci “carichiamo” ancora di più per i 15 minuti.

Costanza, regolarità, fermezza e determinazione ci rendono INESORABILI – anche se amorevoli – nei confronti della personalità terrestre, la quale deve comprendere in profondità fin dal primo giorno che non ci fermeremo MAI. In fondo le stiamo chiedendo molto poco, ma glielo chiederemo con maniacale regolarità… e questo produrrà risultati certi: il frutto dell’esperienza di coloro che nel corso della storia hanno sfidato e vinto la meccanicità.

Dopo un po’ di tempo – variabile da individuo a individuo a tal punto da rendere totalmente inutile il discuterne qui – va aggiunta alla prima una seconda “testa di ponte”. Questa volta solo 5 minuti, scelti in un momento della giornata distante dal quarto d’ora. Attraverso azioni focalizzate e mirate ci apriamo dei varchi di consapevolezza nel territorio dell’addormentamento.

Se ci limitiamo a spazi così circoscritti (15 e 5 minuti), seppur estremamente intensi, la personalità non entrerà in uno stato di allarme e ci lascerà fare tranquillamente. I nostri tentativi di Risveglio non desteranno i sospetti dello Sfidante, gli sembreranno insignificanti, ci sottovaluterà… e questo con il tempo ci consegnerà l’inevitabile vittoria. 


Per approfondire guarda il videocorso: 

Guida per Alieni che Vogliono Diventare Terrestri di Salvatore Brizzi


Ordinalo sul Giardino dei Libri

 


Salvatore Brizzi 

7- Fede e Preghiera 

Oggi voglio illustrarvi una legge che concerne la Preghiera. È una legge che viene dal passato, tanto sconosciuta quanto antica e importante: meno si chiede, più risulta forte ed efficace la Preghiera. 
La Preghiera più potente al mondo, quella che viene esaudita immediatamente e sempre, è la Preghiera dove il devoto non chiede nulla! 

Chiedere qualcosa al Padre significa non fidarsi di Lui, implica ammettere che non ci fidiamo di quello che Lui “ci passa”. Nella misura in cui chiediamo, manifestiamo la nostra sfiducia. Quando Gli chiediamo qualcosa è perché abbiamo grossi dubbi riguardo il fatto che Lui, in ogni frazione di secondo, sia capace di darci quello che per noi è assolutamente necessario. 
È come se noi implorassimo il nostro partner di amarci… mentre lui lo sta già facendo; come se non ci fidassimo del fatto che lui sia in grado di amarci nel modo migliore per noi… anche se noi non glielo ricordiamo continuamente, vivendo nell’ansia che lui se ne possa dimenticare. 

Per cui, quando chiediamo, lo facciamo perché non vediamo che i desideri della nostra anima coincidono esattamente con ciò che ci sta dando il Padre. È sempre la personalità che chiede, perché chi è in contatto con il proprio Sé superiore, con la propria anima, non può che VEDERE che a ogni istante il Padre ci regala esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Né di più, né di meno. 

A ogni secondo Lui ci dà tutto ciò che ci occorre, ma la nostra personalità – infognata nella paura – vede l’esatto opposto; percepisce cioè una continua mancanza di qualcosa o di qualcuno. Per la personalità c’è sempre qualcosa che non sta andando o che potrebbe non andare per il verso giusto. 

Per nostra fortuna il Padre – che ci vuole bene – non esaudisce mai le richieste della personalità – che sono antievolutive – ma sempre solo quelle dell’anima, la quale è pronta a qualunque sacrificio pur di evolvere. Solo talvolta le richieste della nostra mente coincidono con quelle del nostro Cuore. In tal caso esse vengono chiaramente esaudite e abbiamo l’impressione che il Padre ci abbia ascoltato. Quando invece desideri della mente e necessità dell’anima non coincidono, abbiamo l’impressione che le nostre preghiere siano cadute nel vuoto. E magari smettiamo di avere Fede. 

Quando nel pregare chiediamo in modo specifico qualcosa, dovremmo paradossalmente sperare che la nostra Preghiera NON venga esaudita. “Padre, con la mia personalità desidero tanto che il mio partner ritorni da me. Ma ti prego, per il bene della mia anima fai in modo che non accada. Affinché io perda ogni attaccamento.” 
Se poi il partner deve tornare… tornerà comunque, indipendentemente dalla mia richiesta. 

Questo sacrificio, come tutti i sacrifici dei grandi Santi, è una rinuncia piena di Gioia, non di sofferenza come ci vogliono far credere rappresentando i Santi sofferenti ed emaciati. Essi sono pronti a rinunciare a qualcosa o a qualcuno di cui hanno compreso l’inutilità ai fini del loro percorso evolutivo. Per loro non è rinunciare a qualcosa di essenziale, ma piuttosto liberarsi di un fardello. Perché vedono la Realtà e sanno distinguere fra ciò che è utile e ciò che è un inganno. 

Troppo spesso dimentichiamo di essere ciechi. Diamo per scontato di essere svegli e di poter VEDERE. Dobbiamo invece divenire consapevoli di essere ciechi e incapaci di cogliere la realtà. Se vedessimo che il mondo è pieno di Bellezza, dovremmo essere in uno stato d’innamoramento continuo. Per cui ogni istante in cui non siamo innamorati, siamo in uno stato di cecità. Nonostante ciò sia evidente, tentiamo di fare esercizi che mirano al risveglio pur continuando a vedere eventi sbagliati e persone sbagliate nel mondo. 

Oggi è pieno di relatori che vedono il mondo sbagliato e al contempo parlano del risveglio della coscienza. E non se ne accorgono, perché per loro è perfettamente naturale avere in antipatia la propria suocera e al contempo raccontare in giro che “tutto è Uno”. Tutto è Uno… tranne la loro suocera. 

Ciò che propongo alle mie lezioni è questo: tutte le volte che provate fastidio o state soffrendo a causa di un evento o di una persona, ditevi che state soffrendo non perché sia effettivamente accaduto qualcosa di sbagliato, ma perché siete affetti da un DIFETTO DELLA VISTA che vi impedisce di cogliere la Realtà e quindi la Bellezza di quanto state vivendo.

Se vuoi sapere cosa ha spiegato Salvatore Brizzi sulla Ricchezza e il denaro, leggi l’articolo :”La Via della Ricchezza

E tu quali libri di Salvatore Brizzi hai letto? 

Scritto da Danilo Maruca

(Lo stratega)


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