Te lo dico senza girarci attorno: Il duro lavoro non crea ricchezza.

Crea una schiena a pezzi. Crea occhiaie permanenti. Crea quella faccia stanca che vedi allo specchio ogni mattina.

Ma non crea ricchezza.

Se bastasse lavorare di più, il muratore sarebbe tra i più pagati al mondo. Chi lavora nelle miniere sarebbe miliardario.

E invece no.

Quindi c’è qualcosa che non ti è ancora chiaro, ed è questo.

La ricchezza è un sentimento che si prova. Ci si sente ricchi. Così come ci si sente ansiosi o arrabbiati.

Quando ti senti ricco, il subconscio inizia a lavorare per te: attira risorse, apre porte, crea le coincidenze giuste. Non devi sapere come accadrà. Devi solo sentirti ricco.

La domanda che sorge spontanea è:

“Come faccio a sentirmi ricco?”

Ci sono due vie, e dovresti praticarle entrambe:

  1. Pensare da ricco anche se ancora non lo sei.
  2. Osservare in uno stato di Presenza tutte le emozioni di scarsità.

Ho riempito il canale YouTube su entrambi i metodi. Ma ho notato che il secondo metodo, per quanto lo spieghi, le persone lo capiscono, annuiscono, e poi — appena arriva una qualsiasi emozione — ci si identificano. La giustificano. La spiegano. La difendono.

Osservare una qualsiasi emozione? Non lo fanno nemmeno per sbaglio. 

Ho notato in consulenza che da più anni una persona lavora su di sé e meno osserva le emozioni in Presenza, assurdo. Ma su questo pianeta le assurdità sono la norma.

Perciò, meglio lasciare stare.

La sensazione di ricchezza può nascere proprio dall’Osservare la sensazione di mancanza — non dal fuggirla, non dallo spiegarla. Le emozioni sono il piombo da cui si ricava l’oro. Lo sapevano bene gli alchimisti di un tempo. Ma visto che nessuno ha un’intenzione seria di applicare questo metodo, oggi non ti parlerò di questo.

Approfondiamo il primo metodo — pensare e sentirsi già ricchi anche se ancora non lo si è — quello che hai qualche speranza concreta di usare davvero, anche se la vera padronanza di questo metodo è concessa solo a chi impara a gestire bene i propri pensieri. 


Subconscio e ricchezza: pensare dalla fine

Il tuo subconscio non ha il potere di rifiutare le idee che la mente conscia prende per vere, ma si limita a trasmutarle nel loro equivalente fisico e materiale. Quando i tuoi pensieri sono uniti a dei sentimenti, si incidono nel subconscio, che provvede a trasformarli nella loro controparte fisica.

Il tuo subconscio non discute con te.

Non analizza. Non contraddice. Non alza la mano per dirti: “Guarda che ti stai sbagliando.”

Accetta come vero ciò che la mente cosciente prende per vero, e tutti i pensieri intrisi di sentimenti.

Poi lavora in silenzio. Traduce l’idea in circostanze. Converte lo stato interiore in esperienza esterna. Dà forma materiale a ciò che interiormente hai già accettato come reale.

Per questo il problema non è la mancanza di denaro.

Il problema è da quale stato interiore emani i tuoi pensieri. Il problema è che pensi dalla tua realtà attuale.

Apri il conto corrente. Guardi i numeri. Senti lo stomaco stringersi. E da lì inizi a ragionare su come uscirne.

Questo è il modo perfetto per restarci dentro per sempre. Non ti dico di ignorare la tua realtà; ti suggerisco di non reagire emotivamente ad essa.

Come diceva Neville Goddard: “Se continui a reagire sempre allo stesso modo, ti ritroverai sempre nelle stesse situazioni.”

Imparando a pensare dalla fine — dal risultato già ottenuto — puoi cambiare in maniera corretta e automatica le tue reazioni agli eventi.

Se emani pensieri solo in base a ciò che vivi nel tuo mondo esterno, la tua realtà non può cambiare.

Lascia che i tuoi pensieri ti rendano ricco, ma per farlo devi pensare come penseresti a obiettivo raggiunto. Solo così il potere del tuo subconscio può essere messo al tuo servizio. 

Se mi conosci un po’, sai che parlo molto di come funziona la mente subconscia. Ecco cosa ti serve per creare nuovi risultati:

  1. Crea un’immagine chiara di ciò che vuoi nella tua mente conscia.
  2. Imprimi quell’immagine nella mente subconscia ripetutamente.
  3. Attira, sul piano fisico, una replica dell’immagine che hai nella mente. Questo terzo passo non devi compierlo tu: se ne occupa il subconscio.

Passo 1: Crea un’immagine chiara di ciò che vuoi

Questo passo è semplice da eseguire. L’importante è che ciò che desideri sia degno di essere perseguito.

Passo 2: Imprimi l’immagine nella mente subconscia

Prima di tutto, voglio che tu capisca una cosa: la tua mente subconscia non è davvero “tua”. Si estende ben oltre te. I suoi poteri non sono limitati al tuo corpo.

Stai lavorando con un potere universale che non è solo dentro di te. È ovunque, ed è in ognuno di noi. In altre parole, ciascuno di noi è un’espressione dello stesso potere. Quindi stai imprimendo le tue idee su un potere universale che risponde a te esattamente come risponde a me o a chiunque altro.

Quando capisci davvero che la mente subconscia appartiene a tutti noi e risponde a tutti allo stesso modo, inizi a capire perché il tuo potenziale è davvero illimitato.

La chiave è imparare a usare questo potere universale per ottenere ciò che vuoi, invece di ciò che non vuoi.

La maggior parte delle persone si lascia coinvolgere emotivamente dalla situazione attuale — e poi crede che sia un caso se gli stessi risultati continuano a ripresentarsi.

Se hai un problema di liquidità, non concentrarti su quello che c’è oggi nel tuo conto corrente. Il tuo dubbio ostruirà il flusso della prosperità nella tua vita.

Concentrati invece sulla tua immagine ideale: vivere nella casa dei tuoi sogni, guidare un’auto nuova, guadagnare la cifra che vuoi, essere utile a migliaia di persone grazie ai tuoi talenti — qualunque cosa rappresenti per te la ricchezza.

Devi pensare dalla fine.

Non verso la fine. Non sperando nella fine. Non pregando che la fine arrivi.

Dalla fine.

Dal punto mentale di chi è già arrivato.

Passo 3: Attrai ciò che ti serve per raggiungere ciò che vuoi

Di questo si occupa il tuo subconscio. Tu devi solo seguire l’intuizione che ti suggerirà quando e come agire.


Il test che non vuoi fare ma che ti dice molto sul tuo stato di coscienza 

 

Prova a osservarti per una settimana intera.

Non devi cambiare nulla. Non devi migliorare nulla. Osserva le tue reazioni agli eventi e basta.

Osserva come reagisci quando guardi il conto corrente. Come reagisci quando senti parlare qualcuno che ha più successo di te. Come reagisci quando un’opportunità sfuma. Come reagisci quando le cose vanno storte. Osserva cosa provi quando paghi qualcosa. Osserva il tuo rapporto col denaro. 

Quello che trovi lì — quella serie di reazioni automatiche — è esattamente il motivo per cui i tuoi risultati continuano a essere gli stessi.

Non è colpa tua. È semplicemente programmazione. Ma è una programmazione che puoi cambiare.

Il punto è che la maggior parte delle persone non supera nemmeno questa fase. Perché osservare le proprie reazioni senza giudizio è una delle cose più difficili che esistano, in quanto la società vive nel giudizio. 

Appena noti una reazione che non ti piace, scatta il giudizio. “Sto sbagliando. Non riuscirò mai a cambiare.” E il giudizio stesso diventa un’altra reazione che imprime nel subconscio esattamente ciò che vorresti evitare.

È un circolo. E ci vuole una certa consapevolezza per uscirne.


Cosa significa pensare dalla fine, davvero

Pensare dalla fine non è una tecnica di visualizzazione. Non è un esercizio che fai la mattina per dieci minuti e poi dimentichi.

È uno stato da cui operi durante tutta la giornata: in cui tutti i tuoi pensieri legati al tuo obiettivo partono dalla premessa che lo hai già raggiunto. 

Chi ha già raggiunto l’obiettivo economico che desideri — come reagisce a una spesa imprevista? Cosa pensa? Che dialogo interno ha durante il giorno? 

Il tuo compito è incarnare quella versione lì di te. 

E incarnarlo significa che anche le tue reazioni quotidiane devono cominciare ad assomigliargli.

Hai diverse strade per arrivarci. 

Una di queste è chirurgica: prendi le tue reazioni una per una e sostituiscile consapevolmente ma solo dopo aver passato del tempo ad Osservarle senza giudizio. Ogni volta che noti una reazione automatica che appartiene al vecchio stato, ti fermi — anche solo un secondo — e scegli come risponderebbe la versione di te che ha già raggiunto il risultato. 

Questo lavoro va fatto nei pensieri, non nelle azioni. Te lo ripeto: nei pensieri. Ripetilo con me: il cambiamento comincia nei pensieri e lì va coltivato.

“Ma Danilo, io ho letto che devo agire come se…”

No. Prima viene il pensiero, poi l’azione. Le azioni sono figlie dei pensieri. 

Lavora sul pensare dalla fine, sull’identificarti interiormente con il risultato già raggiunto, e le azioni corrette emergeranno in modo spontaneo, naturale, senza sforzo.

Non forzare i gesti. Cambia i pensieri da cui nascono.

Ti faccio due esempi: 

  1. Se sei single e vuoi essere felicemente fidanzato, non puoi passare il giorno a ripeterti: “Cavolo, sono single” oppure a reagire agli eventi da single.

    Cosa significa reagire da single? Che pensi da single e quindi poi agisci come tale. 

    Significa accettare ogni invito pur di non stare solo il sabato sera. Significa controllare ossessivamente i profili delle persone che ti piacciono sui social. Significa sentire un pizzico di amarezza ogni volta che un amico ti annuncia che si sposa. Significa scaricare un app di incontri e scrivere a sconosciuti. 

    Queste sono reazioni da single ma che nascono da pensieri da single. E finché continui ad averle, stai imprimendo nel subconscio un unico messaggio: non ho la relazione che voglio.  

    Il subconscio ti ricordo che non modifica le idee che accetti per vere, le manifesta nella tua realtà.


  2. Secondo esempio.

    Se hai sempre lavorato tante ore al giorno e hai sempre guadagnato poco, il problema non è la quantità di lavoro. Lo abbiamo già detto all’inizio.

    Il problema è che nella tua testa esiste un’equazione incisa a fuoco: per guadagnare devo lavorare tantissimo. 

    E ogni giorno, con i tuoi pensieri e le tue reazioni, la confermi. Anche qui il tuo subconscio non mette in dubbio ciò che la tua mente conscia ha preso per vero, si limita a trasmutarlo nel suo equivalente pratico e materiale. 

    Se osservi le tue reazioni quotidiane agli eventi potresti capire cosa hai preso per vero. 

    Potresti notare che ti dici “lavoro come un matto e non arrivo mai a fine mese” con quella rassegnazione nella voce di chi lo considera un dato di fatto immutabile. Potresti notare che guardi chi guadagna bene e pensare che abbia avuto fortuna, o conoscenze, o che faccia qualcosa di losco. Significa sentirti in colpa quando ti riposi, come se il sacrificio fosse l’unica moneta che conosci. Significa accettare pagamenti bassi perché “almeno è qualcosa”. Significa non chiedere mai di più perché in fondo non credi di valere di più.

    Queste non sono circostanze. Sono reazioni. E le reazioni ti mostrano chiaramente quali pensieri hai preso per veri. 

    Chi guadagna bene — e lo fa con serenità — ha una relazione completamente diversa con il denaro e con il proprio tempo. Non associa il valore del lavoro alle ore spese, ma ai risultati prodotti. Non si sente in colpa quando guadagna facilmente. Non si stupisce quando arrivano soldi senza fatica. Lo considera normale. Lo considera dovuto. Ma questo è il risultato di pensieri da ricco emanati spesso. 

    Quella normalità non è arroganza. È uno stato interiore. Ed è esattamente quello stato che devi iniziare a costruire dentro di te, un pensiero alla volta. 


Il Subconscio ama la coerenza

Come hai potuto notare dai due esempi appena visti, c’è un lavoro di autodisciplina da seguire per poter riprogrammare in maniera corretta il subconscio. 

Il subconscio non si inganna con le belle intenzioni.

Si plasma con la coerenza quotidiana tra ciò che desideri e il modo in cui rispondi agli eventi. Si riprogramma focalizzando i pensieri e gestendo le emozioni.  

Ma le persone questo non vogliono sentirselo dire, vedono nel subconscio una sorta di bacchetta magica che gli darà quello che vogliono. Si, il subconscio ha un potere enorme, ma resta il fatto che manifesta ciò che la tua mente conscia prende per vero. 

E allora, sei pronto a smettere di cercare scorciatoie e iniziare davvero a padroneggiare la tua mente conscia?

Il resto lo fa il subconscio. Come ha sempre fatto.

Se vuoi imparare a gestire sempre meglio i tuoi pensieri, candidati da qui per un percorso di coaching: 

” Riprogrammare il subconscio” 

Danilo