-Articolo di Orlando Brusco – 
Ultimamente ho l’abitudine di girare con un taccuino in tasca su cui appunto i miei schemi
mentali: tutti i modi di pensare e i meccanismi ripetitivi. 
È un ottimo supporto psicologo portatile, da un’attenta analisi caratteriale posso dire che uno dei miei principali difetti è “il pretendere che gli altri si comportino come IO CREDO sia più giusto. Ho delle aspettative nei loro confronti” mi spiego meglio, faccio l’esempio del capo sul lavoro:

 

 “Ho un compito da portare a termine, lo svolgo egregiamente, lo consegno al
capo e lui non mi dice neanche <<Bravo>> e subito viene da pensare “ma che persona meschina, non mi ha
neanche ringraziato”

 

Bene, ma dove sta scritto che deve farlo per forza? Il tuo compito
qual’ era? Fare bene il tuo lavoro? L’hai portato a termine? Si? E che ti interessa che dica
“Bravo” con tanto di pacca sulle spalle?
Il punto non è che lui non mi ha detto bravo,  il problema nasce dal fatto  che io mi ero fatto tutto un film mentale su come dovevano andare le cose, ma poi nella realtà sono andate in un modo totalmente diverso. 

 

È l’attaccamento ai nostri film mentali che ci fa soffrire quando quest’ultimi non si realizzano. 

 

Ogni volta che le cose non vanno come io mi aspetto che debbano andare… soffro, ecco un’altro esempio:
Il classico dei classici la coppia!

 

Quante volte hai detto la famosa frase “Tu non mi capisci!”
Sei rimasto imbronciato per una notte intera perché pensi “lei non fa per me, non è possibile che io le dica A e
lei risponde B” e lei magari pensa “ma perché non mi capisce, eppure era abbastanza chiaro, questa situazione non durerà a lungo”
e via discorrendo, teatrini comici, ma siamo sempre li, noi soffriamo perché l’altro non si è comportato come
noi credevamo essere più giusto. Non ha agito come ci aspettavamo. 

Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch

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Cosa si nasconde dietro il meccanismo “tu devi comportarti così, altrimenti per me sei
sbagliato”? questa è una bella domanda sulla quale ho riflettuto molto, ecco alcuni spunti:

 

1) Educazione da piccoli:
Quante volte vi hanno detto “se fai il bravo ti compro un regalo” che equivale a dire
“se ti comporti come io credo sia più giusto verrai ricompensato” e non è
esattamente quello che facciamo noi ora nei nostri rapporti interpersonali?

 

2) Meccanismo di controllo:
Continuamente ci facciamo dei piani su come devono andare le cose, immagini
mentali totalmente inesistenti all’atto pratico, nelle fasi di corteggiamento è
bellissimo quando gli prepari la frase d’effetto “mo sicuramente accetta per il caffè”
e poi ti becchi un bel “No” e ti arrabbi perché quella risposta no, non era contemplata nel
tuo magnifico piano immaginario! Ed è sfuggita al tuo controllo! Il controllo è molto
subdolo perché non è facilmente individuabile, quindi mettiti comodo e molto
onestamente cerca di capire se ne sei affetto

 

3) È Normale:
Nessuno ci ha mai detto che il non essere capiti è normale, non è qualcosa su cui
crogiolarsi, ognuno di noi ha i suoi meccanismi, i suoi modi di pensare e la sua bolla
di idee, eh allora? “Lei/Lui non mi capisce” eh allora? Partiamo dal presupposto che
è normale, quindi cosa vogliamo fare? L’essere umano piuttosto che sforzarsi di
capire e scendere più in profondità alle cose preferisce cambiare, sperando in
qualcosa di nuovo e poi puntualmente si ritorna punto e a capo.  
La soluzione sta nell’adottare questa nuova forma mentis “ non mi capisce? Vabbè è normale”

 

La prossima volta che non ti capisci con qualcuno, prova a ripeterti che è normale. Rimarrai sorpreso di come questa piccola consapevolezza ti possa essere d’aiuto nella vita.

 

Concludo ricordando che la vera comprensione secondo me è oltre i modi di pensare
delle persone e su un piano più profondo, ti è mai capitato di capirti con qualcuno con uno sguardo?

 

Uno sguardo che non aveva bisogno di spiegazioni, ecco è li che bisogna arrivare, a capirsi usando sempre di meno le parole

 

(Articolo scritto da Orlando Brusco) 

 

e Tu hai delle aspettative nelle relazioni?